Nella prima metà del diciannovesimo secolo, l’architetto Frederick Catherwood accompagnò lo scrittore John Lloyd Stephens in America Centrale e nello Yucatan alla scoperta delle antiche città Maya.

La loro spedizione fece conoscere al mondo tutte le città Maya che la foresta aveva inghiottito dopo la misteriosa scomparsa di questa civiltà. Nel corso di due spedizioni Catherwood riportò una documentazione iconografica straordinaria. Sapeva disegnare e dipingere, e adoperando anche una camera lucida (uno strumento ottico che precede l’invenzione della fotografia) creò strabilianti e fedeli riproduzioni per illustrare i diari di viaggio. All’epoca la fotografia era ancora agli albori, ma lui ne aveva colto le possibilità raffigurative ed infatti nel 1841, nel suo secondo viaggio, portò tutto l'armamentario dagherrotipico per poter immortalare le rovine precolombiane. Sperava che tutto ciò gli potesse tornare utile per integrare i documenti pittorici prodotti con la camera lucida. La missione però non ebbe il risultato desiderato. Elevati contrasti tra luci e ombre, oltre ad avverse condizioni metereologiche frustrarono i risultati. Come se non bastasse il dagherrotipo andò perduto durante un incidente a meta viaggio e le lastre sopravvissute, poche settimane dopo il loro ritorno negli Stati Uniti, bruciarono in un incendio che pose fine alla prima spedizione fotografica della storia. Nessuna fotografia firmata Catherwood è mai giunta fino a noi. Tuttavia delle incisioni litografiche erano state realizzate utilizzando le immagini ed apparvero nel libro Incidents of travels in Yucatan pubblicato nel 1843 e considerato il miglior riferimento delle rovine Maya dello Yucatan.

Questo progetto, realizzato in collaborazione con la Tucano Viaggi, vuol tentare di colmare la lacuna. Centosettantanni dopo la prima spedizione, Luigi Vigliotti, ha ripercorso l’itinerario di Stephens e Catherwood lungo la Ruta Maya attraverso Yucatan, Guatemala e Honduras, ri-fotografando le città e i monumenti che Catherwood ritrasse nei suoi disegni. Utilizzando le vecchie litografie apparse in diverse pubblicazioni sono state accostate le immagini di ieri con quelle di oggi cercando gli stessi punti di vista. L’elaborazione digitale ha permesso di trasformare le immagini attuali in fotografie d’epoca come forse sarebbero arrivate a noi. Così a distanza di oltre un secolo e mezzo si possono confrontare le immagini degli straordinari monumenti maya tra cui le grandi piramidi di Uxmal, Labna, Mayapan, Chichén-Itzá, Tulum, ecc.

 

In the first half of the nineteenth century, the architect Frederick Catherwood accompanied the writer John Stephens in Central America and Yucatan searching for the ancient Mayan cities.

During two expeditions Catherwood reported a remarkable iconographic documentation. He used to draw and paint, and by using a camera lucida (an optical instrument that precedes the invention of photography) created amazing and faithful reproductions to illustrate the travel diaries. At the time, photography was still in its infancy, but he had grasped the  representational possibilities and in 1841, during his second voyage, he brought a daguerrotipe to capture the pre-Columbian ruins. The mission, however, did not have the desired result. High contrasts between light and shadow , as well as bad weather frustrated the results. Moreover the daguerreotypes went lost during an incident and the survived plates, a few weeks after their return to the United States, burned in a fire that ended the first photographic expedition of the history. No photograph signed "Catherwood" has ever come down to us. However, the lithographic images appeared in the book "Incidents of travels in Yucatan" published in 1843 and considered the best account of the Mayan ruins. This project wants to fill the gap. The author has retraced the footsteps of Stephens and Catherwood and using both analogic and Pinhole cameras has shut the same images that Catherwood drew in his drawings. Using the old lithographs it has been possible to juxtapose the images by using the same points of view. Digital processing was used to transform the images in vintage photographs as perhaps would come to us. So after more than a century and half it will be possible to compare the images of the extraordinary Mayan monuments such as Uxmal, Chichen Itza, Labna, ecc,

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